La Battaglia contro i Sintomi

 

Sento parlare spesso di battaglia contro i sintomi e questo mi fa ricordare quante energie mi è costata questa battaglia, combattuta senza riuscire a vincere. Se combatto contro qualcosa che produco io stesso… posso solo perdere!

Un sintomo può essere ovviamente fisico: una colite, afte orali, emorroidi o un carcinoma per esempio. Ma può avere anche una natura più legata al mondo emotivo come per esempio: la mente che produce pensieri in modo incessante e ossessivo, la sensazione di essere in aria e non radicato, il parlare continuamente senza poter stare in ascolto di me e dell’altro.

 

Ho tentato di intervenire coscientemente contro quest’attività della mente e la sensazione di non essere radicato con molte tecniche di meditazione; all’inizio era una guerra aperta, poi è diventato un accogliere i pensieri e questo mi faceva stare un po’ meglio ma il “sintomo” restava e mi sentivo sempre un po’ “in aria” e non “qui e ora”. Poi, alla fine, mi sono stancato e ho cominciato a lavorare in modo più profondo su di me, ad andare a risentire le ferite note e quelle rimosse che avevo vissuto da molto molto piccolo. Ogni volta che, durante il lavoro personale,  il dolore emerge veramente (e che quindi posso sentirlo nel corpo), la mente si rilassa e “torno a terra” senza dovermi sforzare di farlo, accade e basta.

 

Per esempio, rivivendo la paura e la rabbia che da bambino ho dovuto trattenere quando ero punito o picchiato ma, potendo questa volta piangere e manifestare cosa sentivo, mi sono accorto che dopo questa esperienza la mia mente era più calma. 

Il piccolo spaventato e arrabbiato che c’è dentro di me non aveva più bisogno di difendersi dal dolore provato andando via dal corpo e dal presente con la conseguenza che la vita è molto più piacevole e significativa.

 

 

 

Il sintomo è un messaggero importante: è l’urlo disperato di un bambino o bambina spaventato e ferito dentro di te, un piccolino che vuole finalmente manifestare quanto male gli ha fatto ciò che è accaduto, per poter poi girar pagina e vivere la bellezza della vita.

 

  • Marco Meini

 

 

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