“Quando chiudi l’agenda, si apre quella di Dio”

Paul Ferrini in un suo libro scrive: ”quando chiudi l’agenda, si apre quella di Dio”.

Quanto ti è difficile smettere di pianificare, creare strategie, accumulare, occupare le tue risorse mentali ed emotive a prepararti per cosa sarà domani?

Questo non significa essere sprovveduto ma anzi presente a cosa stai vivendo, con una sensazione di fondo di calma e fiducia, sentendo che ti muove una forza che è più grande della tua volontà. Questa forza la puoi percepire pulsare, è ovunque, è un’energia calda e calma che nel silenzio ti conduce proprio dove ti serve.

Quanto resisti a questa sensazione?

Molti individui sono convinti di essere separati da tutto il resto e che per questo devono lottare, preoccuparsi, prevenire.

Questa sfiducia di fondo prende forma già durante la vita intrauterina se la pace, la sicurezza che possiamo vivere in questa fase della nostra esistenza sono disturbate da dei traumi che la madre vive come per esempio: delle tensioni con il compagno, parenti, nell’ambiente di lavoro ecc…

Il piccolo in pancia è in perfetta simbiosi con la mamma e vive di riflesso la sua tensione, percepisce il pericolo, la paura, gli stati di ansia. Tutte queste sensazioni lo accompagneranno anche da adulto e molto spesso cercherà di combatterle distraendosi, facendosi forza, assumendo droghe e in molti altri modi.

Un’altra conseguenza sarà percepire Dio, l’universo ma anche il mondo come insidiosi, pericolosi, avvertendo un senso di insicurezza e ansietà profondo. Poter fare esperienza del dolore, della paura e di ogni altra emozione provata durante la propria gravidanza e successivamente nell’infanzia è un passaggio fondamentale nel processo di guarigione da un passato che ci porta ad essere rigidi, diffidenti e spaventati nel presente. Questa  condizione emotiva e fisica ci conduce a creare inconsciamente situazioni dove le nostre paure prendono forma dando forza alle nostre convinzioni che siamo in pericolo.

Arrendersi, abbassare gli scudi non è tanto un atto cosciente quanto la conseguenza di un lavoro di consapevolezza profondo.

Attraverso lo strumento delle costellazioni familiari e multidimensionali, abbinato al lavoro emotivo e corporeo accompagno chi lo desidera in un viaggio alla scoperta di sé, delle proprie ferite con il fine di tornare a sentire quella sensazione di fiducia che ogni essere vivente connesso con il tutto può provare.

  • Marco Meini

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