I bravi bambini e le brave bambine vanno in paradiso, gli altri…

Che significa?

Significa che impariamo a essere bravi, composti, educati, a scuola impariamo a stare nel nostro banchetto con la testa piegata a imparare cose presentate spesso in modo non interessante. Impariamo a fingere senza accorgerci di farlo, impariamo a pensare dei sentimenti invece che provarli. Possiamo chiamare questa condizione: scissione interiore.

Molti, fin da piccoli, avvertono una pressione da parte dei genitori, nonni e poi insegnanti ecc. a dover essere bravi o buoni e per avere un po’ di amore, altri cominciano a lottare contro e rifiutano tutto ciò che ricevono vivendo una vita di contrasti rifiutando l’abbondanza che la vita offrirebbe loro perché stanno vivendo ancora adesso in reazione ai loro genitori.

In tutti e due i casi: sia che l’atteggiamento di vita ricordi il bravo bambino, sia che vada nella direzione del ribelle a tutti i costi, non c’è libertà, il corpo è contratto e il contatto con i propri veri bisogni è molto limitato, la sensazione di solito è di una vita in gabbia.

Rielaborare il proprio vissuto di bambini e bambine ferite significa non tanto capire cosa ci è accaduto ma risentirlo nella pelle, forse piangerlo, andare a risentire la rabbia, la paura, la tristezza ma anche la vita in noi che abbiamo seppellito fin da piccoli, tornare a sentirci , ad avvertire i nostri veri bisogni. Imparare a comunicarli è il regalo più bello che possiamo fare a noi stessi, a chi amiamo e al mondo.

 

Tornare a essere veri, liberi, in contatto con sé significa essere non più bravi bambini o bambine ma noi stessi.

Tornare a sé non è un processo facile o automatico, in quanto,  quando viviamo dei traumi da piccoli perdiamo sensibilità nei nostri confronti ed è necessario lavoro su di sé, tempo e tenerezza per tornare a sentire e sentirci.

Questo tornare al tuo sentire è una parte importante del lavoro emotivo che propongo nei miei incontri sia individuali che nei gruppi di costellazioni e lavoro emotivo e corporeo.

 


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